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La Paura Mangia L’anima
 
 
Quando: 23 Dicembre 2007

Dove: Zo

23 dicembre, h. 21
auditorium Zo centro culture contemporanee

LA PAURA MANGIA L’ANIMA, rassegna audio-video non fiction
Edizione #13: L’ IDEA DOCUMENTARIA. 2a PARTE.

A cura dell’associazione culturale Cinecircolo L’Eclisse


Una riflessione sull’opera di tre registi (De Seta, De Oliveira e Mingozzi), un raffronto tra i loro rispettivi approcci e le loro stesse dichiarazioni rappresentano uno stimolo per meglio comprendere la complessità e l’ “ambiguità” del concetto di “cinema della realtà”.


Il programma di questa tredicesima edizione comprende:

Il cinema della realtà secondo Gianfranco Mingozzi
di Sebastiano Pennisi
durata: 50' circa
Il regista, nell'intervista, parla soprattutto della sua esperienza di documentarista in Sicilia attraverso lo sguardo poetico e utopistico e l'attivismo non-violento del sociologo Danilo Dolci.
Nel corso dell'intervista il regista affronta anche la questione della difficoltà di distribuzione che incontra spesso il cinema documentario.

Il putto (1963)
di Gianfranco Mingozzi
durata: 10'
Negli oratori e nelle chiese di Palermo si nascondono centinaia di putti di gesso che circondano gli altari, le finestre, i cornicioni e che lo scultore Giacomo Serpotta creò tra il '600 e il '700 ispirandosi ai bimbi dei vicoli dei quartieri poveri.

Li mali mestieri (1963)
di Gianfranco Mingozzi
durata: 10'
A Palermo pi campari l'omu 'nventa li mistieri...

Il cinema della realtà secondo Manoel de Oliveira
di Sebastiano Pennisi e Livio Marchese
durata: 15' circa
Una breve intervista a Manoel de Oliveira sulla purezza del documentario, sulla funzione della parola e del gesto all'interno del suo cinema e sul rapporto tra cinema e letteratura.

O pao (1959)
di Manoel de Oliveira
durata: 58'
Mediometraggio commissionato al regista dalla Federazione nazionale industriale della molitura per documentare i moderni procedimenti di macinazione del grano.
E' un documentario personale, intenso, pieno di poesia, ricco di riflessioni sul mondo e sull'umanità, carico di simbolismi e di metafore. Da O pao emerge una visione del mondo profonda e meditata.

O pintor e a cidade (1956)
di Manoel de Oliveira
durata: 27'
Protagonista del documentario è la città di Oporto, con i suoi quartieri, la sua gente, le sue strade, seguita nel suo pulsare vitale e instancabile, tanto da invadere e occupare inquadratura dopo inquadratura, tutto lo spazio della visione. Di questo piccolo film, Manoel de Oliveira è autore totale, regista e operatore.
O pintor e a cidade è un lavoro sperimentale, il primo film a colori portoghese, un contributo interessante alla riflessione sulle possibilità del linguaggio cinematografico e sui rapporti complessi tra cinema, arte e vita.


“Se il cinema è movimento, è giustamente grazie alla parola. E' il suono che significa movimento, non l'immagine. Le immagini dei quadri sono fisse: noi possiamo realizzare delle immagini di un paesaggio o di altre cose fisse, ma rimarranno fisse. Invece non si possono fare dei suoni senza movimento. Essi devono dispiegarsi nel tempo.” (Manoel de Oliveira)

“Ma, io penso che quello che è ricco se ne frega di quello che è disoccupato, e lo fa morire di fame, insomma; e invece di farlo morire sparando, allora lo fa morire di fame. E questa io penso che sia anche una specie di violenza...si possono fare in tanti modi. La più grande è la guerra, e la più piccola, ma son tutte grandi, far morire un bambino di freddo; che magari ci sono dei bambini di legno vestiti nelle vetrine, poi fuori ci sono bambini che sono nudi e scalzi, e questo non mi sembra cristiano...La violenza è questa: non capisce che quel bambino ha bisogno: il bambino di legno vestito e il bambino di carne nudo...” (dialogo tratto da “Li mali mestieri”, di Gianfranco Mingozzi)


www.lapaura.it



Ingresso riservato ai tesserati.
Costo della tessera: 12€ (dà diritto a partecipare a 8 puntate della rassegna)
 




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