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Eikon
 
 
Quando: 08 Maggio 2008

Dove: Santuario Sant’agata Al Carcere

EIKON
Icone di Maria Rosaria Frulli
inaugurazione
giovedì 8 maggio, ore 19,00
Santuario Sant’Agata al Carcere - Catania
Orari: 9,00/12,00 - 17,00/19,00
ingresso libero

L’icona (dal greco eikon, immagine) è segno della presenza di Dio. È una creazione. Non una semplice immagine, ma luogo vivo della Presenza Divina.
Alle icone è dedicato il prossimo appuntamento della sezione Arte di Etnafest. La mostra, dal titolo “Eikon”, verrà inaugurata giovedì 8 maggio alle 19, presso il Santuario di Sant’Agata al Carcere, a Catania.
”La mostra – spiega Angelo Scandurra, curatore della sezione Arte della rassegna - accoglie dipinti su tavola nei quali sono descritte immagini sacre. Diffuse soprattutto nell’ambito della Chiesa Ortodossa, le icone erano considerate miracolose e ad esse si attribuiva un valore di presenza simbolica dei personaggi raffigurati”.
Le opere di Maria Rosaria Frulli raccontano Cristo, la Vergine Maria e i Santi, rappresentati prevalentemente con colori scuri su sfondi dorati o adorni di pietre preziose. Le tavole sono quasi tutte caratterizzate da una forte stilizzazione che sottolinea la spiritualità dei personaggi più che l'espressione di sentimenti o fattezze umane, secondo i moduli propri dell'arte bizantina.
La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 25 maggio, spiega inoltre i vari e delicati passaggi che l’iconografo compie per realizzare una sua opera. L’icona infatti è un riflesso dell’aldilà, una presenza del mistero. E perché possa avere questo ruolo non si deve trascurare nessun particolare, sia nella scelta dei materiali, sia nell’esecuzione. Il supporto, la tavola, viene scelto con molta attenzione: il legno deve essere compatto, privo di nodi. La base della pittura viene preparata con gesso di Bologna e colla di coniglio. L’iconografo abbozza quindi il disegno, servendosi di modelli derivati dalla tradizione greca o russa. L’oro simboleggia la luce creata da Dio. I colori sono pigmenti naturali di origine minerale. I più usati sono le ocre insieme ad altri minerali più brillanti quali il lapislazzulo, il cinabro. Queste sostanze vengono ridotte in polvere e legate con un collante, detto emulsione,composto da tuorlo d’uovo e vino bianco. Finito il dipinto, si contornano le aureole, si scrive il nome del personaggio rappresentato perché l’icona è sempre “intitolata”, ha sempre un nome. Davanti ad un’icona, non siamo mai


davanti a “qualcosa”, ma di fronte a “Qualcuno”. Si passa all’ultima fase: la verniciatura, che protegge il dipinto. Infine la benedizione. L’iconografo sa di aver “prestato” le mani al Signore affinché si manifestasse, sa di aver compiuto un servizio, ecco perché non firma mai l’opera. Prima di realizzare una icona si prepara con la preghiera, la penitenza e il digiuno e questo è e sarà parte essenziale della sua vita mentre è al lavoro.
Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la popolarità delle icone è aumentata notevolmente. Tradizionalmente quasi tutte le famiglie cattoliche od ortodosse hanno avuto un’icona nella loro casa. Inoltre, anche nel mondo protestante, esiste un certo interesse per l’iconografia bizantina. Per questo si può affermare che la storia dell’icona e la storia della chiesa vanno di pari passo.


Maria Rosaria Frulli è nata a Messina e attualmente vive ed opera ad Assisi (Perugia). Ha conseguito il diploma di abilitazione all’insegnamento religioso nelle scuole primarie, rilasciato dalla Curia Arcivescovile di Messina, nel 1990. Diploma di laurea in grafica pubblicitaria, conseguito presso l’istituto Europeo di Design di Roma nel 2001. Attestato di qualifica professionale tecnico di ludoteca, conseguito presso la scuola “Nuova Infanzia” di Roma e rilasciato dalla Regione Lazio nel 2003. Attratta dalla profonda spiritualità che il mondo delle icone bizantine irradia, ha iniziato gli studi di iconografi a nel 1999 presso la scuola d’iconografia bizantino-russa “Nazareth” di Roma, apprendendo la tecnica iconografica sviluppata dalla tradizione russa. Fermamente intenzionata a specializzarsi, segue diversi corsi realizzati dal maestro Giancarlo Pellegrini e dal maestro russo Alexsander Stl’Nov, docente all’ Accademia Teologica di San Pietroburgo. Negli ultimi anni tiene dei corsi di iconografia ad Assisi (Perugia). Ha realizzato diverse opere di cui un’icona per il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone.
 




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